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Cosa sta succedendo alle imprese italiane nell’era post-covid? Il commento del prof. Caldelli di Unimercatorum: “C’è esigenza di formazione nell’ambito della sicurezza informatica!”

L’Italia ha bisogno di professionisti in cyber security. A rischio imprese e PA

La trasformazione digitale, tuttora in corso, ha provocato un cambiamento radicale in vari aspetti della nostra società, non solo a livello italiano ma anche e soprattutto fuori dai confini nazionali.

Tra i settori più influenzati c’è il mondo del lavoro, in cui le nuove dinamiche dei processi produttivi, le modalità di esecuzione delle attività attraverso tecnologie innovative, nonché la gestione delle relazioni e dati aziendali mediante strumenti informatici avanzati, sono ad oggi profondamente modificate: tutto ciò ha colto di fatto molte delle imprese impreparate. Sicuramente l’aspetto su cui c’è ancora molta approssimazione e talvolta perfino inesperienza è quello della sicurezza informatica, più in generale detta cyber security.

Le procedure e le tecnologie utilizzate per la gestione delle comunicazioni telematiche, per l’archiviazione e protezione dei dati sensibili e per l’accesso sicuro ai sistemi aziendali costituiscono uno degli asset primari per qualsiasi soggetto pubblico o impresa privata. Sono sempre più all’ordine del giorno i casi di data breach e di attacchi informatici in generale, realizzati ai danni di importanti aziende con conseguenti perdite in termini economici e soprattutto di credibilità.

A confermare la tendenza i dati del terzo Rapporto sulle minacce alla sicurezza informatica in Italia, dal titolo “Le imprese estese sotto minaccia” in cui si rivela, in particolare, che il 99% delle aziende italiane partecipanti allo studio ha dichiarato di aver subito una violazione dei dati a causa di un attacco informatico negli ultimi 12 mesi; il 68% delle aziende interpellate ha ammesso inoltre di avere subito una violazione 2 o più volte. Ciò che risulta interessante è che una percentuale del 99% afferma di voler aumentare la spesa per le difese informatiche nel prossimo anno.

In linea con questo quadro si inserisce il Rapporto Excelsior – Unioncamere sulla domanda di professionirelativo al 2019, in cui si evince chiaramente come il mercato del lavoro e delle imprese italiane ricerchi avidamente figure specializzate in ingegneria informatica.

Infatti, il 47% delle imprese fatica a trovare: analisti e progettisti di software, specialisti in reti e comunicazione informatiche, esperti in sicurezza informatica e amministratori di sistema; ciò è dovuto sostanzialmente sia alla difficoltà di reperimento di candidati (64,3%) sia alla mancanza di soggetti con una preparazione adeguata ai profili richiesti (27,6%). Sono quasi 26mila le figure in entrata necessarie per le imprese nel campo informatico (il 90% dei profili deve possedere una laurea) e ciò ne fa uno dei settori in assoluto con maggior sbocco occupazionale.

Una considerazione ulteriore merita l’attuale periodo di emergenza causata dalla pandemia per il Covid-19, in cui tanti comparti produttivi e non solo (la scuola e l’università ne sono un esempio) hanno dovuto reinventarsi nuovi modelli operativi di lavoro (smart-working) e/o di erogazione dei servizi. Molto spesso ciò è accaduto facendo leva su sistemi e supporti informatici remoti basati talvolta su dispositivi e canali di comunicazione imperfetti e inadatti a garantire anche i minimi standard di sicurezza e di protezione dei dati scambiati e memorizzati.

“Queste considerazioni devono essere di indicazione e di stimolo per tutti coloro che stanno scegliendo, proprio in questi giorni, a quale Corso di Laurea iscriversi e, in particolare, per chi ha deciso di intraprendere un percorso focalizzato su materie tecnico-informatiche con grandi possibilità di crescita personale e di una brillante carriera lavorativa” – commenta il Professor Roberto Caldelli, ricercatore presso il CNIT (Consorzio Nazionale Inter-Universitario per le Telecomunicazioni) e docente dell’insegnamento di Sicurezza delle Reti e Cybersecurity erogato all’interno del Corso di Laurea in Ingegneria Informatica, di cui è anche Presidente, presso l’Università Mercatorum.

“Tra le figure specialistiche più richieste nel panorama italiano ed internazionale c’è quella del cyber security manager. Una figura che da ora in avanti sarà sempre più strategica e indispensabile per le imprese italiane che vogliono avere successo in termini di competitività e sicurezza dei servizi”.

“Quando abbiamo strutturato l’offerta formativa del nostro corso di studi – continua il Prof. Caldelli – conoscevamo le difficoltà delle imprese ma anche del settore pubblico nel reperimento di professionisti con competenze di base nel campo dell’ingegneria informatica ma con skill specifiche orientate alla cybersecurity e alle tecnologie per la gestione e la protezione dei dati archiviati e trasmessi. La modalità telematica di studio, offerta dal Corso di Laurea in Ingegneria Informatica di Universitas Mercatorum, permette inoltre a chi già è occupato ma sta vivendo la trasformazione digitale di ricollocarsi oppure a chi ha già iniziato questo percorso di crescita professionale e vuole completarlo dopo il diploma di integrarlo con un titolo riconosciuto e qualificante”.

L’Italia deve mettersi al passo rispetto alla situazione esistente in altri paesi dell’area europea e negli USA, dando sempre più valore alle tematiche dell’ingegneria informatica e della sicurezza digitale: per farlo ha bisogno di partire proprio dalla formazione universitaria.

Per maggiori informazioni sul corso di laurea visitare il sito www.unimercatorum.it

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