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Come la pandemia ha ampliato il gender gap nel mondo accademico

La correlazione tra pandemia e gender gap emerge da un’analisi condotta dall’Università degli studi di Milano insieme a Elsevier. Condotta su oltre 5milioni di autori e prendendo in esame più di 2mila riviste accademiche, l’analisi rivela come alla prima ondata di Covid-19 gli articoli inviati mostro una disparità di genere. 

Pandemia e Gender Gap: l’analisi nel dettaglio

I risultati, pubblicati su Plos One, mostrano come le donne abbiano inviato un numero significativamente minore di articoli rispetto agli uomini. Il divario, come si può immaginare, è particolarmente evidente in campo medico (che ha visto, nel periodo in esame, un balzo del +60%). 

“Vivendo in Lombardia, una delle regioni più colpite dal COVID-19, abbiamo sentito l’esigenza di rispondere alla crisi globale. Con uno studio su larga scala sugli effetti della pandemia nel mondo accademico” – afferma Flaminio Squazzoni, responsabile dello studio oltre che docente di Sociologia presso il Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università degli Studi di Milano. 

“Obiettivo della collaborazione era ottenere una solida base di dati per studiare questioni importanti come l’impatto globale delle misure di lockdown sulle donne nei vari ambiti accademici. Il progetto rientra nel nostro impegno per un ecosistema della ricerca inclusivo” – aggiunge Bahar Mehmani, responsabile Reviewer Experience di Elsevir e coordinatore dello studio. 

Insolitamente elevato

È il numero degli articoli inviati alle riviste Elsevir tra febbraio e maggio 2020. Aumentate del 30% rispetto allo stesso periodo del 2019. Si nota però una partecipazione femminile inferiore in ogni ambito accademico, dalla medicina alle scienze della vita, dalle scienze fisiche a quelle sociali. Fino ad arrivare, come accennato, al divario di genere particolarmente elevato in ambito medico-sanitario, insieme a quello delle donne a inizio carriera. 

I risultati dello studio suggeriscono, a questo punto, che la pandemia potrebbe aver creato un ambiente più favorevole agli uomini nel mondo della ricerca. 

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