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Global Student Satisfaction Awards: Italia al quinto posto

Al secondo report dei Global Student Satisfacion Awards, l’Italia ha superato paesi come gli Stati Uniti, la Germania, il Canada e la Francia. Ma cosa sono questi “Awards”, e cosa prendono in considerazione? Scopriamolo insieme.

La classifica dei Global Student Satisfaction Awards

Il report, redatto da Studyportals, mostra una fotografia del grado di soddisfazione degli studenti provenienti da ogni parte del globo. Sono infatti gli stessi studenti a dare una valutazione accurata della loro esperienza studentesca nelle varie Università del mondo. Il report è, secondo Studyportals, molto utile agli altri studenti interessati ai pareri dei loro colleghi per la scelta della loro futura Università. 

Quest’anno, il report è basato su circa 108mila recensioni appartenenti a studenti di oltre 200 nazionalità. Ma come ogni anno, i criteri di valutazione restano la soddisfazione generale, l’interazione con gli insegnanti, l’ammissione, la diversità degli studenti, la qualità della vita e lo sviluppo della futura carriera. Ci sono però due aggiunte, doverose vista la pandemia da Covid-19 che molto ha inciso sui Global Student Satisfaction Awards, ovvero l’esperienza nelle aule online e la gestione della crisi pandemica. 

Tra la cima, l’Italia e oltre

Come accennato, l’Italia si è aggiudicata il quinto posto su un ventaglio composto da 25 paesi “top”. Al primo posto troviamo la Spagna, seguita dall’Austria, dall’Estonia, dall’Ungheria e, appunto, l’Italia. 

Scorrendo la classifica troviamo la Repubblica Ceca al sesto posto, il Regno Unito, l’Irlanda, la Svezia e, a chiusura della top 10, l’Australia. 

All’undicesimo posto l’Olanda, seguita da Lituania, Russia, Belgio e al quindicesimo posto gli Stati Uniti. Ancora più in basso la Germania, al sedicesimo posto, la Polonia, la Finlandia e la Svizzera. Chiudono la top 25 la Turchia, il Canada, la Francia, la Danimarca, il Sud Africa e la Lettonia. 

I Global Student Satisfaction Awards nel dettaglio

Volendo concentrarci sulla novità più importante introdotta quest’anno, ovvero la didattica a distanza, emerge come per tutti gli studenti a livello mondiale la didattica a distanza sia stata mal sopportata. Questa pratica, infatti, ha registrato un punteggio medio abbastanza basso (3,60), nonostante la presenza di paesi che, meglio di altri, hanno gestito meglio la Dad (in special modo per studenti frequentatori di Master e PhD). Il paese con la media dei voti più bassa in fatto di Dad è il Bachelor, mentre l’Università di Klagenfurtin, e di conseguenza l’Austria, hanno ricevuto un premio speciale per aver meglio gestito la crisi da Covid-19. 

Dal report si può notare come, per la maggior parte dei paesi presi in esame, il dato di soddisfazione sia da imputare al grado di studi. Volendo semplificare il discorso seguendo i vari livelli di studio del nostro ordinamento, si potrebbe indicare che gli studenti di lauree triennali e magistrali abbiano giudicato più negativamente la Dad rispetto agli studenti iscritti ai Master o ai Dottorati di ricerca. Anche per questo, il punteggio medio del grado di soddisfazione totale degli studenti è sceso, passando dai 4,21 del 2019 ai 4,06 del 2021. 

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