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Il futuro della didattica a distanza

Con l’anno appena trascorso, scandito soprattutto da una modalità di studio quasi totalmente inedita per le università tradizionali, possiamo iniziare a tirare le somme su quelli che sono stati i vantaggi (e gli svantaggi) della didattica a distanza.

I precursori

I vantaggi esposti dalla didattica a distanza erano già stati implementati e sfruttati dalle università telematiche (come la Pegaso o la Mercatorum), che hanno deciso fin da subito di puntare sui punti cardine che hanno portato questo particolare sistema didattico al successo: la possibilità di poter studiare ovunque e in qualsiasi momento, materiale didattico incluso e sempre disponibile. Insomma, la flessibilità garantita dalle università puramente telematiche è preferita soprattutto da chi, nel frattempo, lavora o ha già conseguito vari titoli di studio e vuole arricchire il suo bagaglio culturale con tutte le semplificazioni offerte. Con questi presupposti, le università telematiche hanno conosciuto una rapida ascesa di anno in anno, ed è stata solo ulteriormente incentivata dai recenti lockdown che hanno costretto milioni di studenti a casa.

La presa di posizione delle università tradizionali

C’è da fare una precisazione: non tutte le università tradizionali hanno iniziato ad offrire servizi di didattica a distanza nell’ultimo periodo. Alcune, infatti, hanno iniziato ad integrare questa modalità di trasmissione negli ultimi anni, per venire incontro alle esigenze degli studenti che desideravano, magari per un discorso di affezione o di nomea, laurearsi in un’università “classica”. Molte, però, si sono dovute adattare rapidamente alle recenti disposizioni sulla limitazione degli spostamenti, scoprendo e facendo scoprire le comodità della didattica a distanza. Certo, spesso questa era comunque vincolata a dei vincoli orari, ma il succo resta quello: molti studenti che fino a quel momento non avevano mai preso in considerazione un’università telematica, hanno iniziato a saggiarne le potenzialità: non dover fare lunghi spostamenti per raggiungere la propria sede o poter studiare in un’università lontana da casa senza dover sostenere i costi di uno studente fuorisede.

I contro

Soprattutto spostandoci verso le università tradizionali, le pecche di questo sistema si fanno evidenti, sia per un discorso pratico sia su un piano puramente etico. Volendo sintetizzare; con una trasmissione della cultura totalmente a distanza viene irrimediabilmente a mancare il fattore sociale che predomina nelle università tradizionali: il poter discutere coi propri colleghi, in maniera diretta, della lezione del giorno o dell’esame appena trascorso, stemperare insieme le ansie e i dubbi sul proprio percorso. E le comodità non hanno sempre incontrato il favore di tutti gli studenti, che hanno sofferto l’attaccamento forzato ai propri dispositivi per dover seguire le lezioni e sostenere gli esami. Non ha neanche contribuito il divario digitale che predomina nel nostro paese, con connessioni lente e ballerine se troppo affollate.

Il futuro sarà digitale?

Una cosa è assolutamente certa: si dovranno tener conto dei vantaggi della didattica a distanza nel prossimo futuro. Si è spesso discusso se le università tradizionali potessero decidere di spostarsi totalmente verso la didattica a distanza, ma secondo noi questa è una possibilità remota. È molto più probabile che, da oggi, aumenterà il numero di università che deciderà di adottare un tipo di didattica ibrida o specifici percorsi esclusivamente a distanza, così da raggiungere un bacino di utenza distante o che, per esigenze personali, preferisce questa modalità di fruizione. In fondo, non vediamo il motivo per cui si dovrebbe rigettare un sistema ormai ampiamente testato e inglobato, soprattutto se adeguatamente supportato da connessioni sempre più stabili e veloci.

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