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Impatto Covid, le università britanniche rischiano il collasso

Il Covid-19 non ha risparmiato alcun settore. Tutti si stanno attrezzando per fronteggiare una crisi senza precedenti, ma in alcuni casi le difficoltà sembrano maggiori. Abbiamo spesso parlato di come le università italiane si stiano muovendo in previsione del prossimo anno accademico, e di come ci siano quantomeno idee sulle misure da adottare per prevenire il crollo degli iscritti.

La situazione appare molto più grave, invece, nel Regno Unito. Sebbene sia stata considerata la riapertura di alcune scuole per la fase due inglese già dai primi di giugno, il futuro delle università britanniche così invidiate nel mondo rischia di essere seriamente compromesso.

Uno stima della University and College Union parla di un crollo degli iscritti per  230mila studenti a causa del coronavirus, metà dei quali provenienti dall’estero. Questo calo drastico è dovuto a possibili limitazioni al numero di iscritti per classe, paure, limitazioni logistiche e di viaggi. Le conseguenze economiche rischiano di essere devastanti: un impatto diretto di circa due miliardi e mezzo di sterline, quasi metà di quei sei miliardi totali che si contano, includendo l’indotto indiretto, come valore complessivo di questo settore. Se a questo si aggiungono i circa 60.000 posti di lavoro a rischio, la situazione appare davvero difficile.

Molte città, infatti, nel Regno Unito, come le rinomate Oxford e Cambridge basano la loro economia e la loro vita sociale proprio sulla presenza delle università e, di conseguenza, degli studenti, dei turisti, delle famiglie in visita e dei posti di lavoro che queste offrono. 

Nonostante tutto, pare che anche università tradizionaliste, come le già citate Oxford e Cambridge, non possano esimersi dall’adottare l’uso della didattica a distanza. Proprio Cambridge, a tal proposito, ha annunciato ieri che le lezioni per tutto il prossimo anno accademico saranno online. 

Attrezzarsi è d’obbligo, anche perché lo studio della University and College Union non lascia molte speranze, anzi chiude con una stima ancora più critica: addirittura 91 su 125 università britanniche, a causa del coronavirus, saranno in una posizione finanziariamente critica, che permetterà loro a malapena di coprire i costi di gestione di base.

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