Orizzonte Università

  /  news   /  Per l’Inapp, il servizio civile è la vera rivoluzione del lavoro giovanile
inapp

Per l’Inapp, il servizio civile è la vera rivoluzione del lavoro giovanile

È stato recentemente presentato, al webinar “Il Servizio civile universale: un’opportunità per i giovani”, un nuovo studio dell’Inapp (Istituto per l’analisi delle politiche pubbliche) attualmente in fase di pubblicazione. Come si evince dal titolo, lo studio è stato in grado di sviscerare e provare le potenzialità del servizio civile sul lavoro giovanile. Questi sarebbe in grado, secondo l’Inapp, di creare più occupazione, ridurre (di conseguenza) il tasso di inattività e orientare i giovani nelle proprie scelte professionali. 

I risultati

Durante il webinar, organizzato insieme al Forum nazionale del Terzo settore e Arci Servizio civile, l’Inapp ha presentato un proprio “indice di occupabilità”. Con tale indice, che comprende quattro macro-aree (quali formazione, mobilità, esperienze e attivazione), l’Inapp ha dimostrato come i volontari dopo il Servizio Civile arrivano a toccare il 12% in più delle possibilità di occupazione. Si è altresì dimostrato che:

  • Il 60% risulta occupato a due anni dall’esperienza;
  • Il tasso di inattivi scende dal 10% all’1,2%
  • Il 67% ha trovato estremamente utile il proprio progetto professionale
  • Il 20%, grazie all’esperienza, ha cambiato idea sul proprio futuro.

Pnrr e Servizio civile 

È lo stesso presidente dell’Inapp, Sebastiano Fadda, a illustrare come il Servizio Civile risponde (e risponderà) perfettamente alla chiamata del Pnrr. Nel piano di rilancio post-pandemia, il Servizio Civile è infatti collocato tra le misure edite all’incremento dell’occupazione giovanile. 

“Il Servizio civile si configura come uno strumento efficace nell’ottica del potenziamento delle probabilità di trovare occupazione. Oltre che in termini di integrazione e riduzione del rischio di esclusione sociale. Gli effetti della pandemia ci dicono che sono stati soprattutto i giovani ad essere maggiormente colpiti con il tasso di disoccupazione di chi ha meno di 30 anni che è quasi tre volte maggiore rispetto a quello dei lavoratori più anziani. Il Pnrr va nella giusta direzione, con una ‘visione’ non sui giovani come problema, ma sui problemi dei giovani per i quali il servizio civile può rappresentare una vera scossa per entrare nel mondo del lavoro”.

La riflessione è ben riportata da IlSole24Ore, che sottolinea anche come il Servizio sia scelto da molti giovani laureate (il 43%, con il 52% diplomate in fase di candidatura). Di contro abbiamo una componente maschile più giovane, ma meno istruita (19% laureati, 70% diplomati). Da questi dati si evince come per le donne il Servizio Civile sia inteso come occasione per specializzarsi, mentre per gli uomini come occasione di attivazione di una possibile carriera. 

You don't have permission to register