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L’Università Ca’ Foscari Venezia festeggia 30 nuove borse di studio

È proprio così: 30 nuove borse di studio per un finanziamento totale di 7 milioni di euro di fondi europei per il prossimo triennio. È quello che si è riuscito ad aggiudicare l’ateneo veneziano in una competizione che ha visto coinvolte 11.573 candidature di studiosi da tutto il mondo, di cui solo 1630 hanno ottenuto il finanziamento grazie alle borse Marie Skłodowska-Curie.

Un risultato storico

Un risultato destinato a diventare storico, visto che il Ca’ Foscari condivide il 4° posto europeo insieme a Cambridge. Il programma della Commissione europea seleziona e finanzia i talenti di tutto il mondo, permettendogli di continuare i propri progetti scientifici tra più istituzioni e paesi. Nel dettaglio, il Ca’ Foscari è stato scelto come istituzione ospite da 14 ricercatori da altrettanti Pesi del mondo. Per quanto riguarda l’Europa i ricercatori arriveranno da Germania, Spagna, Paesi Bassi, Polonia, Grecia, Repubblica Ceca, mentre dall’estero arrivano da Regno Unito, Argentina, Ucraina, Serbia, Palestina, Hong Kong e Turchia.

È davvero una grande soddisfazione questo risultato, con cui Ca’ Foscari si conferma fra i primi atenei in Europa nell’attrarre i talenti della ricerca – afferma la rettrice Tiziana Lippiello su ilSole24Ore-. Un risultato che è il frutto dei nostri continui investimenti per lo sviluppo della carriera di giovani ricercatrici e ricercatori. L’internazionalizzazione continua a essere un asse portante di Ca’ Foscari e la compresenza di studiose e studiosi di ogni nazionalità un elemento di grande stimolo per lo sviluppo della ricerca innovativa. Mi fa doppiamente piacere perché ciò avviene in un contesto come quello veneziano, da sempre incrocio di civiltà, e in un momento complesso come quello attuale. Cresce dunque la nostra comunità scientifica e con essa anche l’interesse per la nostra città, in linea con la sua tradizione cosmopolita”.

Grazie alle borse individuali Marie Skłodowska-Curie, si continuerà a promuovere la circolazione dei talenti e la proliferazione di collaborazioni tra enti e università normalmente divisi da quella che è la distanza, ma che il programma europeo contribuisce a lenire puntando sulla distribuzione del sapere.

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