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Protocollo

Un protocollo d’intesa per valorizzare il patrimonio teatrale e cinematografico di una nota città del sud

È stato recentemente siglato un nuovo protocollo d’intesa tra l’Università di Catania e l’Ente Autonomo bilico regionale Teatro Massimo Bellini. L’obiettivo? Potenziare la conoscenza, la valorizzazione, la fruizione e la conservazione del patrimonio storico, architettonico e socio culturale della città. Previsti workshop, attività didattiche e laboratoristi innovative, Summer school e seminari per gli studenti.

Tra i primi atti del protocollo, che avrà una durata di quattro anni, troviamo un progetto di rilievo e restituzione grafica degli ambienti propri del teatro, ad opera degli studenti del corso di Disegno dell’Architettura II e del Laboratorio dell’architettura II.

«Si tratta di una collaborazione importante sotto l’aspetto formativo e scientifico e per le strategie di comunicazione e fruizione del patrimonio culturale – spiega la prof.ssa Mariateresa Galizia, docente di Disegno dell’Università di Catania e responsabile scientifico del protocollo d’intesa -. Il nostro dipartimento si occuperà del progetto di rilievo finalizzato alla conoscenza, conservazione, valorizzazione e fruizione digitale di un’architettura di straordinaria bellezza che conserva la memoria della cultura catanese di fine ‘800 del XIX secolo e del suo progettista, l’architetto milanese Carlo Sada».

«L’attività svolta dagli studenti del corso di Disegno dell’Architettura II e laboratorio del corso di studi in Ingegneria Edile-Architettura prevede attività di rilevamento diretto, sperimentazioni innovative di rilievo integrato (analogico e digitale) svolte in collaborazione con il gruppo di ricerca afferente alla sezione Laboratorio di Fotogrammetria Architettonica “Luigi Andreozzi” del Laboratorio RDA del Dicar» ha aggiunto la docente.

Un ampio team

A far parte del laboratorio Cettina Santagati (ricercatrice), Graziana D’Agostino (assegnista di ricerca), Raissa Garozzo e Federico Mario La Russa (dottorandi) e Gloria Russo (borsista). A supportare le attività di rilevamento, fornendo competenze e strumentazioni digitali, i tecnici Antonio e Salvatore Garro della società 3D Dimension Company e Nicola Di Blasi e Rosario Caruso della società Leica Geosystems.

«Il progetto ha un alto valore conoscitivo del bene, indagato attraverso rilevamento digitale-fotogrammetrico e strumentale, e assume un’importante valore scientifico-divulgativo – spiega la docente -. I modelli tridimensionali elaborati costituiscono un patrimonio digitale che conserva e documenta lo stato di fatto dell’architettura, consultabile in tutti gli aspetti dimensionali e formali».


L’utilità dei modelli

I prelievi effettuati dagli studenti sono di notevole interesse non solo a livello accademico. Nell’ottica della valorizzazione culturale, il patrimonio digitale che ne conseguirà renderà possibile la fruizione degli spazi del teatro a distanza. Anche distanti chilometri dalla città di Catania, sarà possibile passeggiare nel foyer ammirando gli affreschi, gli stucchi e i particolari decorativi dei palchi.

«Un progetto studiato e mirato, dunque, alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale locale e alla realizzazione di sinergie tra l’Ateneo e le realtà circostanti. A conferma della centralità della Terza Missione nell’azione politica e amministrativa del nostro Ateneo – spiega la prof.ssa Galizia -. Di fatto l’azione formativa ed educativa del Dicar nel territorio continua ad operare attivamente attraverso la fitta rete di accordi e protocolli di intesa per promuovere la conoscenza, salvaguardia, tutela e conservazione del patrimonio architettonico culturale. Aattraverso la formazione degli studenti che si ritrovano a interfacciarsi con gli enti preposti».

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