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XXVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia

XXVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia

Il XXVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia non si è ancora svolto. È stato rinviato, già da tempo, dal 23-26 febbraio al 20-23 giugno. Segnaliamo che l’opportunità è ancora aperta, dunque, per tante categorie legate allo studio del disagio psichico.

Nell’era della pandemia da Covid-19 e della guerra alle porte dell’Europa la parola “vulnerabilità” ha bisogno di essere pronunciata. Essa è, non a caso, il primo termine del trinomio che dà titolo e indicazione urgente di intenti al XXVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia. Tale trinomio si declina attraverso le parole Vulnerabilità Risorse Cambiamenti. Ora, è sicuramente urgente, sì, parlare e parlarsi riguardo alle estreme, “nuove” fragilità che ci riguardano tutti, stretti tra paure nuove che sembravano antiche, anzi sepolte dalla storia (la “malattia totale” e la guerra). Ciò che mi colpisce, allora, ma mi colpisce positivamente, consultando il sito ufficiale della Società, è la motivazione del rinvio del Congresso, a cui fortunatamente tanti potranno ancora iscriversi.

Spostare un evento già organizzato: una decisione oggi impopolare

Citiamo dal comunicato del Consiglio Direttivo: «Tale decisione è stata determinata dalla persistenza della pandemia COVID e dalla non opportunità di fare il Congresso nel prossimo mese di febbraio. Unica alternativa a tale scelta sarebbe stata quella di fare il Congresso in modalità virtuale», ma questo avrebbe significato «[…] limitare la vera essenza formativa del Congresso legata all’interscambio di esperienze, di metodologie di intervento, di verifica di procedure in relazione alle più recenti innovatività che riguardano la nostra disciplina».

In altre parole, giugno è stato scelto per un’opzione forte in favore di un evento “in presenza”. Il “remoto” ha consentito, in questi anni terribili di lockdown, di parlare, anche di guardarsi, in realtà. Comunque, di continuare a ricercare insieme. E’ stato una mirabile vittoria della tecnologia a servizio di tutti. Però mi colpisce davvero, da parte di una classe di scienziati che è quella che spalanca gli occhi sui precipizi dei disagi profondi, questa scelta di parlarsi guardandosi negli occhi da vicino. 

Attraverso il sito, versando la quota d’iscrizione, possono iscriversi specializzandi in Psichiatria, dottorandi, tecnici di riabilitazione psichiatrica, infermieri, assistenti sociali.

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