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Europa e Università: la collaborazione è il futuro

Nella giornata di ieri, 19 gennaio, la Commissione Europea ha annunciato il proprio programma che ridisegna il futuro delle università. Come riportato da Il Corriere della Sera, per il 2024 la Commissione conta di portare il sistema delle alleanze universitarie al doppio dei partecipanti attuali. Ma la scelta di lasciare agli stati membri il “come” pone non pochi problemi. 

Gli accordi tra le università in Europa

Le collaborazioni instaurate tra varie università dell’Unione non sono una novità. La novità, nel piano strategico presentato dalla Commissione, risulterebbe in vari obiettivi importanti, tra cui figura la creazione di un diploma europeo riconosciuto. Questo dovrebbe dunque attestare le esperienze di collaborazione effettuate dagli studenti. Per agevolarne la mobilità si prevede anche un potenziamento della carta europea dello studente. Per favorire la rosea aspettativa del raddoppio delle università in gioco, la Commissione prevede anche la creazione di uno statuto giuridico in modo da agevolare anche lo scambio delle risorse tra i vari enti in gioco. A disposizione di chi deciderà di investire in questo progetto ci sarà oltre un miliardo di euro. 

Il rovescio della medaglia

Fino ad oggi, dunque, gli accordi tra le varie università dell’Unione procedevano “in autonomia”. Con questo progetto si intende dunque istituzionalizzare un processo già in atto, con tutti i pro e i contro del caso. Per quanto riguarda l’Italia, il problema risiederebbe proprio nel lato istituzionale. È noto infatti come il nostro Paese investi poco, rispetto alla media europea, in ricerca e nelle risorse del PIL per le università. L’unico modo per uscire vincenti, dunque, è continuare a investire sempre di più nell’istruzione universitaria, nella ricerca e, in breve, nei nostri giovani. 

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