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Messa: “riporteremo i ricercatori in Italia”, ecco come

Lo ha detto la Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa durante la conferenza online “Restare o partire? Migrazioni e carriere nella ricerca” organizzata dalla Scuola Normale Superiore di Pisa. Secondo la Ministra, siamo in un “momento magico per risolvere il problema della cosiddetta fuga di cervelli”. La soluzione? I fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che rappresentano oggi una grande opportunità. 

“Investiremo nel welfare degli studenti”

Per welfare si intende la sicurezza e il benessere dei cittadini, in questo caso specifico quello degli studenti universitari. Per la Ministra Messa, il fenomeno della fuga di cervelli trova la sua causa scatenante nelle “limitate opportunità occupazionali per laureati e dottorati di ricerca. Limitate prospettive di carriera. Inadeguate remunerazioni e nell’eccessiva burocratizzazione che rende complicato il percorso di carriera dei giovani ricercatori”. Il fenomeno è stato recentemente sottolineato dal referto della Corte dei Conti. Questa ha infatti evidenziato anche altre problematiche che portano gli italiani a preferire altri paesi diversi da quelli d’origine. 

Investendo sul benessere della realtà universitaria e oltre, si riuscirebbe dunque a ridurre il numero di laureati e laureandi italiani costretti a emigrare per trovare adeguate opportunità di lavoro. 

La mobilità dei nostri giovani ricercatori non è di per sé un aspetto negativo. Il problema è che il fenomeno è asimmetrico” ha detto la Ministra. Questo perché sono tanti gli italiani che vanno all’estero, ma pochi gli stranieri che scelgono il nostro paese per fare ricerca o costruire una carriera post-laurea. I fondi del PNRR potrebbero dunque essere utilizzati per creare riforme utili a semplificare la realtà burocratica per i ricercatori. Per garantire maggiori finanziamenti utili, ad esempio, all’orientamento verso il mondo universitario “per aiutare la scelta degli studenti fin dalla terza superiore”

La Ministra prevede dunque investimenti per l’aumento dei posti negli alloggi studenteschi (960 milioni), per aumentare le competenze digitali degli insegnanti (500 milioni) e l’estensione delle opportunità di carriera e dottorati di ricerca per la pubblica amministrazione e patrimonio culturale (432 milioni). Proprio la ricerca, nei piani di investimento del PNRR, avrà uno degli investimenti più sostanziosi (1,8 miliardi ripartiti con bandi annuali di 500 milioni), per riportare i giovani ricercatori in Italia. 

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