Orizzonte Università

  /  news   /  Pisa, la protesta degli studenti: «Vogliamo più spazi». La ‘risposta’ dell’ateneo: «In arrivo nuovi tablet».

Pisa, la protesta degli studenti: «Vogliamo più spazi». La ‘risposta’ dell’ateneo: «In arrivo nuovi tablet».

Tiene banco a Pisa la protesta degli studenti che stanno cercando di far valere le loro ragioni, anche attraverso presidi davanti alla sede dell’ateneo.

Questo, in pratica, il pensiero del gruppo studentesco Unione degli Universitari – Diritti a Sinistra:

«Come studenti e studentesse siamo amareggiati dalle scelte prese dall’amministrazione dell’ateneo nei confronti della comunità studentesca. Non possiamo più accettare di vedere un’Università che troppo poco sta facendo per ripartire, al contrario di tutte le altre attività del paese, che già da mesi hanno ripreso nei limiti del rispetto delle norme di sicurezza. Il protocollo di sicurezza anti-contagio, divulgato la sera del 31 agosto, è molto chiaro: fino al 31 dicembre non potremo laurearci, se non di fronte allo schermo di un computer; non potremo accedere alle aule studio al chiuso, nonostante le ore di luce e la temperatura esterna stiano già cominciando a calare. È davvero questo il modo migliore di ripartire?».

Protesta chiara e diretta alla quale l’ateneo non ha ancora dato risposta. Anzi, nelle stesse ore diffondeva un nuovo bando “per consentire a tutti di poter seguire le lezioni e le attività a distanza previste per i primi mesi del prossimo anno accademico”.

Il bando, che quindi spinge sulla DaD consente, tenendo conto di reddito ISEE e anzianità di iscrizione al proprio corso di laurea, agli studenti di usufruire, in comodato d’uso gratuito temporaneo, di uno tra i 750 tablet e laptop messi a disposizione. A tal proposito si è espresso in questi termini il rettore Paolo Mancarella: «Con questo bando completiamo il pacchetto di misure che l’Ateneo ha messo in campo per difendere il diritto allo studio e sostenere i suoi studenti in questo inizio di anno accademico così particolare. L’università è pronta ad entrare nella fase 3 che vedrà la ripresa in presenza di molte delle attività di studio e ricerca, a partire dal 56% dei suoi corsi di laurea e laurea magistrale».

La protesta quindi continuerà perché gli studenti non sono per niente contenti. Vedremo come andrà a finire e quali saranno le prossime mosse dell’ateneo di Pisa.

You don't have permission to register