Orizzonte Università

  /  news   /  Ritorno in aula: pareri discordanti

Ritorno in aula: pareri discordanti

Il recente Dpcm emanato dal Governo in data 4 dicembre 2020, se da una parte ha confermato la prosecuzione della didattica a distanza per i ragazzi delle superiori, che dovranno attendere il 7 gennaio per tornare alle lezioni in presenza, dall’altra ha allargato le maglie per quanto riguarda le università. Ha, infatti, permesso non solo alle matricole ma anche agli studenti degli anni successivi il ritorno in sede, seppure a piccoli gruppi, per lo svolgimento di esami e sedute di laurea.

In realtà, già prima dell’ultimo decreto, alcuni atenei della Lombardia (tra cui la Cattolica e il Politecnico di Milano) delle ‘zone gialle e arancioni’, avevano garantito una parziale riapertura destinata ai neo-iscritti. Una scelta che era stata presa in attuazione del programma già pianificato a giugno scorso e consistente nell’offrire una didattica mista.

Per le università appena uscite dalle ‘zone rosse’, invece, prevale la prudenza. I rettori, infatti, restano dell’idea di rimandare alla primavera, e, dunque, al prossimo semestre, i rientri più massicci anche in previsione delle ormai prossime vacanze natalizie che ridurrebbero a due settimane il periodo di didattica antecedente al Natale.

In ogni caso sono diverse e particolari le valutazioni compiute da ogni ateneo. Ad esempio in Campania, nuovamente arancione, la Federico II di Napoli sta ragionando se limitarsi a una riapertura per le matricole o allargarsi anche a esami e altri corsi; la Sapienza di Roma, seguita dagli atenei capitolini, come Tor Vergata o Roma tre, seppure i corsi per le matricole non si sono mai fermati, sta valutando se allargare i paletti a seguito delle nuove norme; la Luiss da questa settimana inizierà gli esami sia in presenza che da remoto nel rispetto degli standard di sicurezza e di tutela della salute; e anche il Politecnico di Torino sta facendo il possibile per allargare le maglie e riportare in aula, ove possibile, piccoli gruppi di studenti.

Insomma, nonostante la frequenza nelle università sia ancora scarsa, la vera novità del Dpcm del 4 dicembre deve essere individuata nell’estensione del ritorno in presenza a tutti i corsi.

You don't have permission to register