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Studenti stranieri penalizzati dalla didattica a distanza

È quanto emerge dal XXVI Rapporto sulle migrazioni 2020 elaborato da Fonazione Ismu che ha, tra le altre cose, raccolto i dati sugli effetti della didattica a distanza sugli alunni stranieri. Per quanto questi siano ancora da affinare non mostrano trend incoraggianti.

Il quadro generale

Ad oggi, in Italia è stata raggiunta la quota simbolica di 10 alunni (su 100) con un background migratorio. Di questi la maggior parte sono romeni, albanesi, marocchini e cinesi ed è raddoppiata la quota di chi è nato in Italia: più di 550mila presenze nell’anno scolastico ed accademico 2018/2019.

La Lombardia si riafferma come la prima regione per studenti stranieri che qui rappresentano il 15,5% del totale. Seguono Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Piemonte e Toscana, con la Campania che supera la Sicilia come prima regione del sud per numero di alunni con background migratorio.

Ritardo scolastico

Non è un nuovo fenomeno, più che altro accentuato dalla pandemia e dalla Dad, Al momento riguarda il 9% degli studenti italiani e il 30% degli studenti non italiani. Per quest’ultimi, benché negli anni si sia ridotta di oltre 10 punti, resta ancora elevata e preoccupante soprattutto se correlata all’ultimo anno appena trascorso. Il Rapporto Ismu infatti non fa mistero che la didattica a distanza abbia in particolar modo penalizzato gli studenti stranieri.

Come accennato, dei dati concreti in tal senso non sono ancora disponibili, ma dalle prime stime i costi economici e sociali del Covid sul peggioramento dell’apprendimento di tutti gli studenti sono già di per sé preoccupanti, e lo diventano ancora di più per gli studenti con background migratorio in quando presentano (il più delle volte) un accesso limitato a internet e/o una mancanza di supporto da parte dei genitori. E secondo il parere raccolto da oltre 3.700 insegnanti, fanno parte dei gruppi più esclusi dalla dad proprio i figli di famiglie migranti.

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