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Università di Torino

Università di Torino, pochi giorni fa l’incontro di benvenuto per gli studenti afghani immatricolati

L’Università di Torino, da sempre un’eccellenza per quanto concerne i percorsi di laurea in lingue e culture mediorientali e dell’Estremo Oriente, conferma, con l’accoglienza degli studenti provenienti dall’Afghanistan, la connessione e la continuità necessarie tra interesse culturale e amicizia, che può legare culture così lontane e differenti tra loro.

Si è svolto il 21 aprile l’incontro di benvenuto per le studentesse e gli studenti afghani che si sono immatricolati per l’Anno Accademico 2021/2022. Nella Sala Multifunzione della Cavallerizza Reale, ai saluti del Rettore Stefano Genua sono seguiti, tra gli altri, gli interventi di Marcella Costa, Vice Rettrice per la Didattica Internazionale, e di Abdullah Faiz, ex Rettore dell’Università di Herat, che ora è ospite presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Lo studio, la “mano tesa” più concreta

Sono diverse ed efficaci le azioni messe in atto dall’Ateneo torinese a sostegno dei rifugiati provenienti dall’Afghanistan, dall’inizio della terribile crisi umanitaria seguita alla riconquista di grandissima parte del paese da parte dei gruppi estremisti talebani. E’ chiaro che a chi cerca una nuova quotidianità, fuggendo da un regime oscurantista e misogino, il “cibo” più necessario da offrire è il diritto allo studio. Per questo, l’Università di Torino ha esteso le misure di sostegno didattico già disponibili e attive per gli studenti richiedenti asilo. Inoltre Torino ha realizzato un bando per dieci borse di studio destinate a studenti afghani, in collaborazione con l’EDISU, l’Ente regionale piemontese per il diritto allo studio. E, ancora, l’Ateneo offerto la sua partnership alla Fondazione Emmanuel, sostenendo il progetto di iscrivere tre studentesse afghane fuggite dal loro paese.

Un’integrazione completa all’Università di Torino

L’Universitas Studiorum è dovunque, per definizione e storia plurisecolare, la comunità di docenti e studenti che, insieme, portano avanti il perenne compito dell’incremento delle scienze e dei saperi. Dunque non basta “studiare”. Questi ragazzi devono sentirsi parte della communio, come lo erano nelle loro università, nell’Afghanistan che intendevano far progredire con il loro sforzo intellettuale. Torino ha pensato anche a questo: il progetto Mentorship, attivo in realtà da due anni, consente agli studenti internazionali e rifugiati di diventar parte della comunità, inserendoli nei campi amministrativo, didattico e comunicativo della vita di Facoltà. Importantissima è anche l’iniziativa Passi@Unito, che offre un servizio di consulenza psicologica per gli studenti che dovessero incontrare difficoltà non solo emotive, ma anche pratiche nel gestire la loro nuova esperienza universitaria.

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