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L’Università diventa internazionale grazie alla mobilità virtuale

Immaginiamo una rete universitaria senza confini, né fisici né materiale, in cui viene garantita la totale mobilità ai suoi iscritti. È il caso dell’Università di Cagliari, che ha recentemente avviato i primi corsi di didattica internazionale grazie all’alleanza “European Digital UniverCity” (Educ).

Mobilità internazionale

L’alleanza “European Digital UniverCity” fa parte delle attività previste, per l’Ateneo, dall’università europea di cui è recentemente entrato a far parte. Quest’alleanza garantisce, per l’appunto, che tutti gli iscritti dell’Ateneo (e non solo, sono infatti inclusi anche docenti e ricercatori) possano usufruire della mobilità tra le università facente parti dell’”European Digital UniverCity”. Visti i tempi attuali, la mobilità al momento resta solo virtuale, ma sarà garantita in questa modalità anche in futuro.

L’Alleanza

A coordinare le attività dell’Educ troviamo l’Università di Potsdam della Germania. Sono coinvolte, oltre all’Ateneo cagliaritano, le università di Parigi-Nanterre, Rennes 1 (Francia), Masaryk (Brno, Repubblica Ceca) e Pécs (Ungheria). Dal’Educ sono infatti già nati vari progetti, tra cui “Irony from the Perspective of Experimental Pragmatics” coordinato da Francesca Ervas del Dipartimento di Pegagogia, Psicologia e Filosofia. Questo rientra tra i primi 25 progetti selezionati dal nuovo network di università europee.

Un nuovo progetto

In collaborazione con l’Università di Pécs, si è avviato da poco un nuovo progetto che coinvolge le docenti Ester Cois e Barbara Barbieri (dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) denominato “Inercultural Sensitivity”. Con approccio sociologico e antropologico, il progetto tocca vari ambiti didattici. E’ votato alla ricerca sulle identità, le culture e la globalizzazione nel mondo moderno. Il focus centrale del progetto riguarda la possibile comprensione che si può avere delle diverse culture e delle varie popolazioni che troviamo oggi a popolare il nostro pianeta.

Viene da chiedersi, infatti, quali incredibili collaborazioni potranno nascere quando la mobilità potrà tornare, finalmente, anche fisica e non solo virtuale. E chissà se altre università del nostro territorio decideranno di unirsi all’Ateneo catanese nell’alleanza.

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