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Il futuro delle Università sarà nella sostenibilità

Le Università sono il motore delle società che abitiamo. Spingono in avanti la cultura, il lavoro, la scienza e il progresso. Non stupisce, quindi, che molte università oggi abbiano deciso di intraprendere la via della sostenibilità ambientale. Sempre più realtà accademiche infatti, si accodano a quelli che sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenza 2030 delle Nazioni Unite. 

Come faranno le Università ad essere più sostenibili?

Come parte integrante delle località in cui gli atenei normalmente proliferano, il loro impegno per diventare più sostenibili parte dall’associazione con le comunità locali e le imprese. In tale frangente non fanno che riconfermare il proprio ruolo di guide per le società di oggi e di domani, in cui la sostenibilità ambientale è, e dovrà da ora in poi, essere la norma. Questa risposta agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sanciti dalle Nazioni Unite arriva in special modo dalle Università che hanno aderito allo Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore, come riportato anche su rinnovabili.it 

È anche grazie a tale Spazio Europeo che tra le istituzioni dell’Unione vengono garantite, ad esempio, la possibilità di vedersi riconosciuti i propri titoli di studio e avviare percorsi di mobilità all’estero. 

Una consapevolezza Green

Il ruolo di guida nella transizione verde è molto sentito dalle realtà universitarie europee. Tale consapevolezza ci arriva grazie ai dati di un sondaggio lanciato da Michael Gabel e Henriette Stoeber, pubblicato su “University World News” qualche giorno fa. Non è solo un sentimento di facciata: sono infatti molte le università ad aver attivato azioni a livello strategico per diventare più sostenibili. E chi non l’ha già fatto ha comunque dei piani pronti per attivarli quanto prima. 

Secondo il sondaggio, le Università vedono la sostenibilità ambientale come parte integrante della terza missione e fa parte, a tutti gli effetti, dei valori istituzionali di ateneo.

Nel nostro Paese abbiamo molti esempi di questo tipo. Dai corsi di laurea dedicati alla nuova branca della Green Economy a campagne attivate per il personale docente e gli studenti. Si pensi, ad esempio, alle varie campagne sullo spreco della plastica che vedevano borracce in alluminio con loghi e nomi dell’Ateneo di appartenenza.

Non mancano poi prese di posizione sul riciclaggio, il risparmio delle risorse energetiche e le possibilità offerte da molti atenei di continuare i propri studi da casa tramite sim dati e computer in comodato d’uso. Certo, un’esigenza imposta, ma che ha comunque dato i suoi frutti in termini di emissioni di carbonio. Quei cieli azzurri e quelle acque limpide durante il primo lockdowon non sono certo passate inosservate. 

A livello europeo, il tema verrà nuovamente discusso in occasione del Consiglio sull’educazione alla sostenibilità ambientale, previsto per la fine di quest’anno. La sostenibilità è anche priorità del programma di mobilità europeo Erasmus +. 

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