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Velocizzare l’accesso e ridurre il precariato: la rivoluzione per gli aspiranti docenti

Un quadro che mostra il fermento del mondo universitario, quantomai pronto e in attesa di un riordino delle modalità d’accesso per chi desidera diventare docente universitario. Il Testo Unificato in materia è ripartito da poco alla Camera, ma le proposte arrivano da lontano e gli obiettivi sono chiari: ringiovanire il corpo docente e ridurre gli anni di precariato. 

Le avvisaglie del cambiamento

Bisogna tornare indietro fino a maggio 2019, nel mondo pre-pandemia, per avere le prime avvisaglie del cambiamento in atto. Qualche mese dopo è stata la Cun (Consiglio universitario nazionale) ad avanzare un vero e proprio progetto di riforma. Accolto e supportato dall’ex Ministro dell’Istruzione Gaetano Manfredi, non è stata da meno l’attuale Ministra Cristina Messa. Oggi il testo unificato, cosiddetto del “pre-ruolo”, riparte alla Camera. 

Gli obiettivi del Testo Unificato

È detto così perché quello che è ripartito alla Camera altro non è che un provvedimento (suddiviso in 7 articoli) che in realtà riunisce altre 6 diverse proposte di legge. Gli obiettivi che si pone sono chiari: semplificare l’accesso alla professione docente nelle Università partendo dallo step precedente al ruolo. 

Per fare ciò, la proposta mira a introdurre un tetto massimo di anni di precariato con cui un aspirante docente deve normalmente misurarsi, fissandolo a 11 anni. E ancora, rimuovendo la distinzione tra ricercatori “a” e “b” della riforma Gelmini.

Una riforma in tal senso, oltre che attesa, si vede necessaria. Quest’urgenza è lampante se si vedono i dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione: il 70% degli ordinari associati ha più di 50 anni nel 2019, e il numero di giovani che decidono di investire il proprio tempo in ricerca e docenza è sempre meno. Un quarto in meno rispetto a 15 anni fa, per la precisione.

Oltre alle riforme sopra menzionate, si segnala la possibilità per i ricercatori di portare avanti le proprie attività per 7 anni. Dal quarto anno in poi, questi potranno diventare associati. E non è tutto: per accedere al ruolo di ricercatore non dovranno essere passati più di 6 anni dalla fine del dottorato. Insieme ai 4 anni da assegnista e ai 7 da ricercatore, ecco arrivare a quel tetto massimo di precariato di 11 anni. 

Insomma, importanti novità sono in arrivo. Resta da vedere come la proposta sarà arricchita e limata. 

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